mercoledì 15 ottobre 2014

1984 di George Orwell



Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell’ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete. Era uno di quei ritratti fatti in modo  che, quando vi muovevate, gli occhi vi seguono. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.

Il volume dell’apparecchio ( si chiamava teleschermo)poteva essere abbassato , ma non vi era modo di spegnerlo.

La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza

Il ministero della verità , che si occupava dell’infromazione, dei divertimenti, dell’istruzione delle belle arti; il Ministero della Pace  che si occupava della guerra; il ministero dell’amore, che manteneva la legge e l’ordine pubblico; il ministero dell’Abbondanza responsabile degli affari economici.

La cosa  orribile dei due minuti dell’Odio era che nessuno veniva obbligato a recitare. Evitare di farsi coinvolgere era infatti impossibile. Un’estasi orrenda, indotta da un misto di paura e di sordo rancore , un desiderio di uccidere, di torturare, di spaccare  facce a martellate, sembrava attraversare come una corrente elettrica tutte le persone lì raccolte, trasformando il singolo individuo, anche contro la sua volontà, in un folle urlante, il volto alterato dalle smorfie.

La mente gli scivolò nel mondo labirintico del bi pensiero. Sapere e non sapere; credere fermamente di dire verità sacrosante mentre si pronunciavano le menzogne più artefatte; ritenere contemporaneamente valide due opzioni che si annullavano a vicenda; sapendole contraddittorie tra di loro  e tuttavia credendo ad entrambe, fare uso della logica contro la logica; rinnegare la morale proprio nell’atto di rivendicarla; credere che la democrazia sia impossibile e nello stesso tempo vedere nel Partito l’unico suo garante; dimenticare tutto ciò che era necessario dimenticare ma, all’occorenza essere pronti a richiamarlo alla memoria,per poi dimenticarlo di nuovo.

Nel tuo cuore preferiresti ancora l’archeolingua, con tuta la sua imprecisione e le sue inutile sfumature di senso. Non riesci a cogliere la bellezza insita nella distruzione delle parole. Lo sapevi che la neolingua è l’unico linguaggio al mondo il cui vocabolario si riduce giorno per giorno?
Non capisci che lo scopo principale a cui tende la neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero? Alla fine renderemo lo piscoreato letteralmente impossibile, perché non ci saranno parole con cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sarà espresso da una sola parola, il cui significato sarà stato rigidamente definito, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e dimenticati.

In effetti il pensiero non esisterà più almeno non come lo intendiamo ora. Ortodossia vuol dire non pensare, non aver bisogno di pensare. Ortodossia e inconsapevolezza sono la stessa cosa.

La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro. Garantito ciò, tutto il resto ne consegue naturalmente.

Se si osservano le regole piccole, si potevano infrangere quelle grandi.

La guerra è un modo per mandare in frantumi, scaraventare nella stratosfera, affondare negli abissi marini, materiali che altrimenti potrebbero essere usati per rendere le masse troppo agiate e, a lungo andare, troppo intelligenti.

La libertà è schiavitù. Hai mai pensato che si possono invertire i termini? La schiavitù è libertà. Da solo, libero , l’essere umano è sempre sconfitto. Deve essere per forza così, perché l’essere umano è destinato a morire, e la morte è la più grande delle sconfitte. Se però riesce a compier un atto di sottomissione totale ed  esplicita , se riesce a uscire dal proprio io , se riesce a fondersi con Partito in modo da essere lui il Partito, diviene onnipotente e immortale.


Ora amava il grande fratello.

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