mercoledì 5 dicembre 2018

..perché penzi: lo sendo solo io che quistu "ciao" se pò muta in "addio"!

lunedì 3 dicembre 2018

la fine della politica

Quando tu dai a una persona scelta falsa, il gioco salta. È questo il fondamentale problema della democrazia di oggi voti schiarimenti che sono vuoti di qualsiasi sostanza. E quale risposta ci sarà, nessuno può prevederlo. So solo che quando un sistema è troppo entropico collassa e si evolve in un nuovo equilibrio che è peggiorativo verso il basso. Risalire da un punto apicale è impossibile. Nei sistemi democratici più anziani il vero partito di maggioranza è l'astensione, ed è in costante aumento; è un chiaro segnale di degenerazione del sistema organizzativo attuale. Si è detto spesso che la democrazia liberale con la separazione dei poteri era la fine della storia, dimenticando che la storia ha molta più fantasia di noi.
Ps: 27% di astensione si traduce in un 60% di non partecipazione ai partiti, significa che la base di scelta della nostra dirigenza politica sarà sempre più scarsa e i nostri politici sempre peggiori perché i migliori fra sempre meno persone. Il sistema ha una sola soluzione: il totale collasso della dirigenza politica. Le altre dirigenze: finanziaria, economiche, giudiziarie che nella selezione rimangono efficienti, la spianeranno.

sabato 24 novembre 2018

Tassazione in Italia- Prendi dai poveri tassi sempre meno i ricchi.....



https://www.kitech.it/Aliquote_IRPEF_IRE.aspx
http://temi.repubblica.it/micromega-online/cera-una-volta-la-giustizia-fiscale/

mercoledì 31 ottobre 2018

Hermann Buhl

“L’alpinismo è un’attività sfiancante. Uno sale, sale, sale sempre più in alto, e non raggiunge mai la destinazione. Forse è questo l’aspetto più affascinante. Si è costantemente alla ricerca di qualcosa che non sarà mai raggiunto”. (Hermann Buhl)

martedì 23 ottobre 2018

La banalità elevata a cruccio.


Sulla banalità delle EX
Una sera mi incontro con una mia ex ragazza, non che ne vada fiero, sento addosso il peso di averne avute anche troppe e delle botte prese. Le chiedo come sta, come va e la invito a prendere una birra; non costretto ma perché l’aspetto rimane pur sempre gradevole e il suo umore non sembrava ottimo. Nel corso della serata, scopro che il suo patire era dovuto ad nuovo amore che non quadrava;  sembrava un coccodrillo che oppresso dal troppo mangiare, piangeva. Ora che non si sappia quali siano i rischi del gioco, dati i trascorsi e che si ammorbi la serata altrui su simil discorsi è di una insipidezza sconcertante. Di quella sera che poteva essere una semplice rimpatriata fra amici, rimane il sol sorbissi le lacrime di un gioco già visto. Ecco come perdere una serata fra amici, che sanno quanto pesa il mondo, per sorbirsi la banalità elevata a cruccio.

Duro come il marmo e stretto...


Quando sono tornato dall’ascesa del Pisco, ed ho dormito dopo 14 giorni, su un letto l’ho trovato di una scomodità intollerabile, duro come il marmo e stretto. Eppure per 14 giorni avevo dormito su un materassino imprigionato da un sacco a pelo e dal freddo in una tenda per due, spersa nel nulla. Ecco la sensazione di un letto duro non mi è uscita più dalle ossa; quel letto in quella notte era il ritorno alla normalità. Nessuna vetta da scalare, nessun orizzonte, un quotidiano trascinarsi fra mille ipocrisie per arrivare sano e salvo alla fine della giornata; spesso mi chiedo cosa sia più terribile una vetta sconosciuta o questo lento trascinarsi nella vita di tutti giorni. Ecco cosa è il mal di montagna, è più profondo dal mal di testa, del mal di stomaco, del vomito, è sentire quella sensazione di non sense che invece la vetta cancella.

giovedì 18 ottobre 2018

RECENSIONE La Scopa Di Don Abbondio di Luciano Canfora

David Foster Wallace scrive un romanzo di 100 pagine su una riunione di marketing che lancia una merendina, ammetto di non essere riuscito a finirlo, anche perchè la complessità di seguire la storia non è banale gli intrecci fra espressioni, storie, movenze dei personaggi (sì, in un libro può restituire la storia dei movimenti di un corpo) è veramente complessa e richiede una memoria elefantiaca. Ora passare da Wallace a un saggio di 96 pagine, in cui si afferma che la storia è ciclica, citando ma non raccontando, che la storia è una continua lotta fra dominanti e dominati, in un lento e progressivo riequilibrio con continui momenti di avanzamento ed arretramento intendendoli e mai spiegandoli mi fa pensare di aver buttato via 12 euro. Come un personaggio di Sciascia, chiudo la recensione affermando: “E poi in casa ci sto benissimo; e specialmente qui dentro- levando le mani ad indicare ed accogliere tutti i libri d’intorno-“
“Bella biblioteca disse Laurana”
“Non è che non mi capiti, anche qui dentro , di imbattermi nei ladri, negli imbecilli…Parlo di scrittori beninteso , non di personaggi…Ma me ne libero facilmente; il restituisco al libraio o li regalo al primo cretino che viene a farmi visita”, la Scopa d Don Abbondio lo restituisco al Libraio.


ps: spero che Canfora non me ne abbia e credo che abbia scritto libri di ben altro spessore, ma sinceramente questo opuscolo rimane tale.