lunedì 6 gennaio 2014
In bocca al lupo compagno Bersani
Se ci fosse stato il governo Bersani appoggiato dai 5 stelle qualcosa sarebbe cambiato; i 5 stelle avrebbero dato quella ventata di novità che serviva non solo al paese ma anche al partito. Ed il PD avrebbe insegnato al movimento come ci si muove in un sistema complesso come la democrazia. Prima o poi Grillo si renderà conto che i flussi elettorali non cambiano in questo paese e che se vuole veramente fare qualcosa per aiutare l'Italia dovrà allearsi; spero con la sinistra ma penso che finirà a destra. La lega dei primi tempi era molto simile ai 5 stelle; ed è stata distrutta dalla forza del suo alleato Berlusconi. Grillo se è intelligente legga la storia di Bossi e capisca dove un movimento gemello al suo ha sbagliato.
giovedì 2 gennaio 2014
David Foster Wallace LA SCOPA DEL SISTEMA
Stanno schiattando, piegati in
due, e Leonore ride con quella stramba risata di solidarietà che viene quando
intorno a te ridono tutti quanti e ridono talmente tanto da far venire da
ridere pure a te.
JAY Quando si deciderà a capire
che la gelosia è solo una malsana proiezione dell’insicurezza degli sciocchi?
Dei loro problemi d’identità? Della loro ansia igienista?
-I cappelli corti. Ad
affascinarmi è soprattutto questo. I capelli corti liberano quelle donne da una
prigione. Una prigione estetica. Le
liberano dalla tirannia dei cento colpi di spazzola a sera..
-…che per citare quello che m’è
toccato sentire per anni e anni e che immagino che tu abbia sentito mille
volte, il significato di una cosa non è più o meno altro che la sua
funzione….Certo che, per una convinta che il significato sia l’uso, sentirsi
priva d’uso..insomma venne da me e mi disse che infelice..
Scale e botole era probabilmente
il più sadico gioco da tavolo ma inventato. Gli adulti lo odiavano ; i bambini
lo adoravano. Sicché l’universo aveva sancito che un adulto finisse
invariabilmente impelagato a giocarci con un bambino…I bambini trovavano
spassosissimo questo potenziale di annichilimento delle speranze con
conseguente ritorno ai primordi. A Leonore faceva venire la voglia di prendere
il tabellone e sbatterlo contro il muro.
Ero sempre o così insensatamente
e inspiegabilmente felice da non trovare luogo che fosse grande abbastanza da
contenere tutta la mia felicità oppure talmente triste, malinconico e abbattuto
da non avere il coraggio di mettere piede
altrove che in un gabinetto. Odiavo quel posto. Ma non sono mai stato
tanto felice come quando lo frequentavo. E tra questi due stati d’animo io sto
come tra l’incudine e il martello della
Verità.
Adesso circondato da inseriti:
nuove leve, appartenenti e spavalde, coi loro occhi complessi. Gli occhi di
Lang, occhi color delle piante, non erano complessi. Li guardi nello specchio.
Erano come i miei occhi. Erano occhi di uomo che torna nella casa dov’è
cresciuto, e trova nuovi bambini a giocare nel suo cortile, e vede un nuovo
Rawling Everbounce andare a canestro in un nuovo canestro avvitato nel muro del
suo garage,e vede un nuovo osso di gomma nella cuccia sotto il rododendro di
mamma. Tristi, tristi. Forse era solo per via del whiskey,
Fieldbinder sorrise simpaticamente- Dottore, i nostri
progressi sono tali che mi sento di poterle dire in tutta onestà che
l’avvenimento non mi ha affatto sconvolto – con tutte le ramificazioni e i
significati impliciti nella scelta del termine. L’attaccamento alle cose , ai
luoghi, agli altri esseri viventi richiede a mio avviso un dispendio di energie
e di attenzione decisamente eccessivo rispetto al valore delle cose così
rapportate all’attaccamento. Lo trova irragionevole? Il tentativo di far sì che
il controllo della propria vita dipenda da cose e persone esterne a detta vita
è una cosa stupida, una cosa forse adatta a gente più debole, meno fortunata e
matura di me.
Fieldbinder sorrise e proseguì: -La invito a riflettere su
come tale programma non faccia altro che proporci le gesta di un personaggio,
il coyote, funzionante all’interno di un sistema che ha l’interessante ruolo di
Natura matrigna, un personaggio che incessantemente, instancabilmente, disastrosamente
persegue un oggetto/scopo- ossia l’uccello eponimo del programma- oggetto e
scopo il cui valore è assai inferiore rispetto a quello dello sforzo e delle
risorse che il protagonista investe nella sua ricerca.-Fieldbinder sorrise
beffardamente.- L’oggetto perseguito – un uccello rachitico e ossuto- è assai
meno prezioso dell’energia e dell’attenzione e delle risorse economiche
consumate dal coyote nel corso della ricerca. Esattamente come qualsiasi nesso
irradiato dall’Io verso l’esterno avrebbe assai meno valore del prezzo che l’impianto
di tale nesso pretenderebbe.
-Mi fai male, Andy-dice Leonore-Mi fai male dentro.
-Tesoro, questo è l’amore-dice W.D.L
-E fu così che Billy Visone andò a letto senza cena. Ma
aveva imparato tre cose molto importanti, tre cose che non avrebbe più
dimenticato: primo , che spesso l’ingegno conta più dell’abilità; secondo, che
farsi beffe del prossimo è una cosa non solo scortese ma anche assai stupida;
terzo, che perdere la trebisonda (arrabbiarsi) è la cosa più stupida del
mondo.-
“Ehi Joe, mi spiace ma devo proprio dirti che questa roba sa
di cacca di alce. Però ottima” pg499
lunedì 30 dicembre 2013
Recensione : La scopa del sistema di David Foster Wallace
Al secondo romanzo di David Foster Wallace si giunge ad una sola certezza, che non esiste più il senso del finale. Ci sono delle ombre, degli indizi, delle mezze parole o delle metafore (fin dall'inizio della narrazione) ma il romanzo chiude sempre senza una fine. Forse Wallace, magistralmente ci vuole suggerire, che in in mondo devo ci si illude di sapere tutto, possiamo solo ipotizzare come andrà ad evolversi una storia o una situazione che coinvolga l'immensità di una forma, che fragilmente assume un uomo. Nei suoi romanzi lanciati verso un finale che non arriverà mai, abbozza solo un tassello del polimorfico mosaico che è la natura umana. La capacità di comprenderla, nonostante gli immensi strumenti che offre il parallelismo delle infinite vite che la circonda rimane un'utopia; sappiamo tutto di Leonore ma la fine della sua storia rimane alla vastità delle più svariate ipotesi. Bello, brutto? Forse, ma intricatamente al di là di una fine o un fine, irrimediabilmente un romanzo moderno, sospeso nel contesto dell'universo che lo circonda.
lunedì 16 dicembre 2013
Fra la logica ed il sentimento scegliete la logica, perchè vince
Fra la logica ed il sentimento scegliete la logica, perchè vince. La logica aumenta l'efficienza dei processi; tutto quello che non è fatto secondo logica verrà corroso dalla prova del tempo. Il tempo è un gran banco di prova; perchè lavora le strutture che sono tenute in piedi artificialmente, ed è quindi una buonissima unità di misura. Non escluderei del tutto l'intuito; ma lo porrei sotto un giogo di un rendimento (intensità stimata per durata prevista o misurata diviso l'entità dell'energie spese per mantenere il sentimento in servizio). Dare un unità di misura significa conoscere in maniera oggettiva e la conoscenza è fondamentale per il controllo dei processi; dare un rendimento serve per capire dove indirizzare gli investimenti.
Al di là della volontà del singolo....
Non credo nelle società segrete o nell'intenzionalità delle scelte. Come un orologiaio non segue il meccanismo che ha creato una volta avviato; alla stessa maniera di un orologio si muove la società del XXI. Dati i programmi base, attualmente la società si sta evolvendo, in modo del tutto autonomo dalle persone e dalle correnti politiche. L'efficienza raggiunta nell'ultimo secolo è frutto di questa programmazione base, collimata in un intelligenza collettiva. Il XXI secolo è figlio dell'organizzazione umana al di là dell'individuale. Volete capire come si muove il 21° secolo è inutile concentrarsi sui personaggi; tornate agli schemi di progetto di chi ha creato il meccanismo.
domenica 15 dicembre 2013
Ucciso da una certezza
Sono le certezze che uccidono; tutto quello che è certo crea una prigione, da cui uscirne diventa difficile perchè le certezze sono comode. Uno deve traballare; distruggere tutto quello che crea sicurezza, si è sicuri solo in una prigione. La vita pretende il dubbio, lo sbaglio, la sbandata...e la fatica di dover sempre ricominciare da capo. Basta non avere timore di sbagliare, perchè cadere nell'errore è vita; cadere e ricominciare più forte di prima è segno di un carattere che non ha paura
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