lunedì 29 settembre 2014
domenica 21 settembre 2014
Memoria delle mie puttane tristi di Gabriel Garcia Marquez
Non avevo mai ceduto a questa né ad altre delle sue molte tentazioni oscene,
ma lei non credeva nella purezza dei miei principi. Anche la morale è una
questione di tempo, diceva, con un sorriso maligno, te ne accorgerai.
Lui non vi attribuì importanza : è un dolore naturale alla
sua età, mi disse. “In questo caso” gli dissi io “ è la mia età a non essere
naturale”
Non ho mai avuto grandi amici , e i pochi che vi andarono
sono vicini a New York. Ossia, morti, perché è dove suppongo che vadano le
anime in pena se non hanno digerito la verità della loro vita passata.
Avevo quarant’anni , ma i redattori giovani la chiamavano la
colonna di Mudarra Il Bastardo. Il direttore di allora mi convocò nel suo
ufficio per chiedermi che mi mettessi in sintonia con le nuove correnti. In un
modo solenne, come l’avesse appena inventato mi disse: il mondo avanza. Sì gli
dissi, avanza, ma girando introno al sole.
Se c’è una cosa che detesto
in questo mondo sono le feste obbligate in cui la gente piange perché è
allegra, i fuochi artificiali, le recite insulse, le ghirlande di carta pesta
che non hanno nulla a che vedere con un bambino nato duemila anni fa in una
stalla indigente.
E’ impossibile non
finire per essere come gli altri credono uno sia.
martedì 26 agosto 2014
lunedì 25 agosto 2014
CANALE MUSSOLINI di Antonio Pennacchi
Mica che uno va in giro tutto il santo giorno a dire alla
gente “Guardate che ho la furia appresso”. Uno se la porta dentro nascosta bene bene in una piega dell’anima e magari
non esce mai fuori. Ma poi salta il giorno in cui meno te lo aspetti e ti
pungono sul viso, nel vivo di quella piega d’anima e la furia esce fuori e
prende il sopravvento e tu dopo dici :”Ma che è successo? Io non lo volevo
fare. Torniamo indietro di un minuto solo, vi prego, torniamo tutto com’era
prima”.
E invece niente sarà più come prima e magari ci fosse, quel
giorno, tua madre per piangerle addosso.
Lui ha fatto”Al son driò non sentirme tanto bèn. Al resto in
leto inquò” E non s’è più alzato, e venti giorni dopo , una sera, lei gli si è
seduta a fianco e lui le ha detto, con voce fioca:”Come te sì bea”.
Lei ha risposto:”no caro : te sì tì che te sì beo”, e lui
poco dopo è morto.
Lei era andata avanti e indietro su e giù per le scale per
tutti i venti giorni ad accudirlo come un bambino e dopo morto se lo è voluto
lavare e vestire lei e il giorno dopo, al funerale, è rimasta impettita per
tutta la cerimonia-fino al camposanto- impettita e senza una lagrima. La sera
però, tornati a casa , s’è messa in letto e non si è alzata più, e venti giorni
dopo è morta pure lei.
Ma buono pure come il pane, non era però un uomo da
sottrarsi al destino; quel che è fatto è fatto e così, lasciata la strada
grande, ha preso la ponderale verso casa.
Cinquant’anni prima eravamo ancora tutti divisi-cento
statarelli in cui dall’uno all’altro ti ci voleva il passaporto- e tutti gli
stranieri che venivano in Italia la facevano da padroni. Lo zimbello d’Europa
eravamo. E neanche cinquanta anni dopo diventavamo una potenza che andava a
sfidare la Turchia e a colonizzare l’Africa.
E lui imperterrito ad aspettare i tre minuti e appena sono
passati s’è rimesso l’orologio piano piano nel panciotto riavvolgendo la
catenella e ha detto soddisfatto” Che v’avevo detto io? Sono sano e salvo: Dio
non esiste” E’ scoppiato un applauso che lei non ha idea. Ma anche un sospirone
generale di sollievo: “aaaah”.
Prima o poi si paga” I conti con Dio gà da èser sempre almeno pari”
“Vai a vedere se Mimì ha bisogno di qualche cosa” E così a
questa sconsolata non restava che consolarsi con mio zio Pericle:”C’è che ce l’ha
d’oro e che ce l’ha di latta a questo mondo”
Che altro dovevano fare? Venivano da te, tale e quale agli
immigrati nostri che vengono da noi. Ma che lo sanno pure loro che nove volte
su dieci gli si ribalta il barcone e muoiono affogati? Lei sta bene a dirgli: “Guarda
che nove volte su dieci muori”. Quelli ti risponde: “lo so , ma dieci su
dieci muoio se resto a casa mia”.
“Eh no, queste cose non si fanno” , come se prima non lo
avessero saputo che al potere c’era arrivato così, con le schioppettate, e da
che mondo è mondo funziona così. Se tu sei pulito, al potere non ci vai, fai un
altro mestiere, non ti metti a cercare il
potere. Guardi anche adesso: ma
secondo lei Pecorelli si è suicidato?
Norditalia-erano tutti democristiani o comunisti e il giorno
dopo tutti della lega o berlusconiani? Se lei va a vedere uno per uno quelli
che cucinano la bistecca, salsiccia e fagioli alle feste della lega, la maggior
parte li hanno già cucinati alle feste dell’unità. Così va il mondo.
Per Latina e per l’agro Pontino , un detto che ripetevano i
nostri vecchi coloni dentro le osterie ed io l’ho sentito sia da mio nonno che dai i miei zii:” il giorno
che viene giù la palla o che si sposta, quel giorno è la rovina per Latina-Littoria e l’Agro
Pontino. Inizia la fine e non c’è più niente da fare . vien giù tutto- signore
mio-. Morte e distruzione totale “ quella palla è un tappo- signore mio-Un
tappo che tiene chiuse le potenze ctonie.
Allora è rimasto a casa. “Monti e Tognetti” Faceva “Monti e
Tognetti!”
Poi dopo-andando a casa- tutte se la stringevano e se la
coccolavano:” Mè cugnàde qua! Mè cugnà de là!”. Se la potevano insultare solo
loro la cognata.
“ognun gà le so razon” diceva mio zio Adelchi: “ quello che
dai, ti sarà dato”
martedì 22 luglio 2014
Senato
Napolitano: "Su riforme non agitare spettri di svolte autoritarie"...il presidente ha ragione non c'è nessuno spetto la svolta è concreta.
martedì 15 luglio 2014
Iscriviti a:
Commenti (Atom)

