Alcune volte i segnali sono urla, litigi, batibecchi, altri sono semplicemente il riflesso di un gesto di affetto. Fu quindi un bacio, un bacio la fine di tutto.
Uno scatenato Mauro Coronaè stato ospite di Bianca Berlinguer a Carta Bianca, su Rai Tre. L’intervista ha spaziato dallapoliticaalle sueesperienze umaneed ha condensato conironia, accenni di poesia e citazioni letterarieil racconto di molte sfaccettature del suo carattere e del suo modo di intendere le varie situazioni che la vita pone dinanzi ad ognuno di noi.
Partito con una battuta sui giovani che «in questa epoca virtuale hanno perso la capacità perfino di accendere un fuoco, tornando a quando l’uomo camminava in maniera non eretta», l’alpinista e scrittore ha sottolineato come la sua non sia nostalgia, ma una voglia di rimettere al posto che meritano le questioni importanti, se no finisce «come qualche anno fa a Cortina, dove rimasero tutti bloccati perché incapaci di rispondere alle condizioni ambientali e climatiche».
Un siparietto simpatico si è poi aperto quando la Berlinguer ha chiesto a Corona perché la sera prima durante una trasmissione avesse il ghiaccio sulla guancia: «Era dovuto ad una disputa muta – ha spiegato Corona – cioè una disputa dove non si è aperta la bocca ma solo le mani. Ero in osteria, da solo contro tre, due li ho stesi, il terzo ha steso me, ma capita».
Il paese di Mauro Corona, Erto e Casso. Foto @ Turismo VFG
Si è poi passati alla politica, dove ha rivelato di aver «sempre votato a sinistra, ma questa volta ho votato 5 Stelle per stanchezza di vedere questi capponi che si beccano tra di loro. Un voto di protesta ma anche di speranza. Stiamo a vedere, il tempo è galantuomo».
Sul prossimo governo, «non auspico un accordo Lega 5 Stelle, ma so che lo faranno. Vedrei come candidato più Di Maio che Salvini, anche se Salvini ha detto che mi metterebbe Ministro della Montagna».
Usando una metafora condita col vino, Corona ha definito il leader del Movimento 5 Stelle come «un politico con un visetto da Prosecco, non da Amarone. Un ragazzo che con il potere è diventato un po’ più arrogante. Direi insomma che il potere rivela chi sei, più che logorare chi non ce l’ha».
«La sinistra deve esserci in queste fasi – ha commentato lo scrittore – ma la sinistra quella che stava con gli operai, con la gente povera, che tutela chi non ha. Non la sinistra che ho visto ultimamente, che è di estrema destra quasi e che non ha la capacità di rischiare, perché la politica è come una scalata, o vai su o vai giù. È un bisturi che interviene dove c’è bisogno».
La Berlinguer ha poi mostrato allo scrittore una foto che lo ritraeva con un calice di vino in compagnia di Salvini. Un politico che «ha qualcosa di buono ma esagera sui migranti, sul razzismo e sull’abolizione della legge Fornero».
L’incontro tra Matteo Salvini e Mauro Corona che generò molte polemiche. Foto @ Facebook Matteo Salvini
Secondo Corona manca una politica capace di agire nell’interesse della montagna in maniera incisiva: «Importiamo pellet e abbiamo i nostri boschi che invadono i pascoli e le case.Facciamo i pellet con quelli. Non c’è organizzazione perché chi è ministro della montagna non sa nulla. Vengono collocati e va bene che vengano collocati, ma dovrebbero chiedere a chi vive in montagna cosa serve. Invece ignorano la montagna povera, tanto che in una frazione di Erto portano ancora giù i morti con la motoslitta. Facciano una strada lì al posto della Tav e del ponte sullo stretto. Invece i politici vanno solo a Courmayeur e Cortina, con gli elicotteri di Stato tra l’altro».
L’intervista ha poi toccato il ruolo delle donne, un dibattito scaturito dalle dichiarazioni di qualche giorno fa di Elena Isoardi, compagna di Salvini le cui recenti dichiarazioni sul suo ruolo volutamente dietro le quinte hanno fatto parecchio discutere: «Non ho una donna in gamba dietro di me. Tutte quelle che mi han detto ti amo mi han reso la vita un inferno, perché io non posso fare l’attaccapanni delle ansie altrui. C’ho già le mie. E non si dice “ti amo”, ma si dice “proviamo se va”.Le donne mi han piantato tutte, tranne quella che doveva piantarmi e che invece m’ha sposato. Molte volte ero contento che mi lasciavano. Il vero amore è pazienza, sofferenza e accettazione».
Mauro Corona a sette anni, nel 1957. Foto @ ViolettaNet
Secondo Corona: «Il tradimento è un prodotto delle istituzioni. Per questo quando ho sentito il prete che mi ha detto “dovrai restare fedele fino alla morte” ho detto: “no reverendo, qua non funziona”. Il reverendo si era immugugnito, sai che loro sono bigotti. Ma pensa te se io vivo settant’anni e devo andare solo con lei? Siete pazzi, siete fuori di testa. E lo stesso vale per la moglie. Se trovo mia moglie con un altro gli pago una birra».
Le violenze sulle donne derivano dal fatto che: «L’uomo è spesso misogino perché ha timore della donna. Timore che nasce dalla consapevolezza che la donna è molto più forte dell’uomo. Già solo per il fatto che tiene dentro di sé una vita nove mesi».
Da qui il dialogo è diventato uno spaccato sulla sua infanzia: «Mia madre è finita tre volte in coma per colpa di mio padre, perché lui era un inetto. Poi lei se ne andò. O morire o andarsene. Aveva trovato un altro amore, però ci ha abbandonati piccolissimi. Ecco perché dico sempre che chi persegue la propria felicità lo fa a scapito di qualcun altro. Ed è per questo che la felicità totale è impossibile. Siamo rimasti con il nonno, la nonna e la zia sordomuta. Non ci mancava quel che non avevamo. Avevamo gli sci fatti col legno e non avevamo paura di correre giù sui sassi, adesso con un paio di sci da 4 mila euro, se lo graffi piangi. La libertà non è solo stare fuori di galera, è non avere cose di valore».
«Mia madre poi è tornata dopo il Vajont – ha continuato – ma io non sopportavo m’avesse piantato lì. Ma tornò e si menò ancora con mio padre. La gente non impara».
“se mi volgo verso il passato, quanti ruderi di sogni e di illusioni vedo lungo il cammino! Tra il sogno dell’amore tra gli uomini e il sogno di una spedizione in terre nuove sta tutta la mia vita, con una infinità di disillusioni; eppure il sogno è il mio pane spirituale. Se mi fosse dato di vivere senza la possibilità di sognare e di lottare per un sogno, bello quanto inutile, sarei un uomo finito.”
Macbeth è il canto del cigno "dell'umanografia" di Shakespeare. Giulietta e Romeo sono due adolescenti ansiogeni, Amleto un cronico incapace, Riccardo III sembra condannato dalla propria forma e quindi senza sostanza, se non fosse stato storpio e gobbo dovremmo credere che sarebbe stato buono. Macbeth, no Macbeth è il miglior guerriero e barone del Re, Macbeth è il più fedele, Macbeth è il più amato, Machebth è il più buono. Ma un giorno Macbeth vede 3 streghe che lo chiamano nella nebbia, è l'illusione di un destino; " salve Machbeth, tu che sarai Re". Da lì Macbeth è preda del proprio fato, uccide il Re ne prende il posto e diventa un perfido tiranno. Il destino che gli stravolge l'esistenza lo beffa: Machbeth non sarà mai sconfitto finchè la foresta di Birnam non sarebbe scesa su Dunsinane e un uomo non nato da donna l'avesse affrontato. Machbeth affronta tutti con queste due incrollabili certezze, finchè il bosco di Birman in cenere scende su Dunsinane e un uomo nato da donna morta non lo affronta. E' il climax, il destino si rileva per quello che è cinico e beffardo, e tutte le atrocità che ha commesso spianano la strada al regno del figlio di un suo rivale. Ma Machbeth non si arrende, affronta MacDuff in barba al destino e muore lanciandosi sulla spada del nemico. C'è tutto in questa tragedia della tragicomica vicenda umana; l'ambizione, l'amore,il richiamo del destino e le sue beffe. E lì in mezzo la marionetta Macbeth che diventa protagonista perchè con coraggio sferza la balorda trama della sua storia. Un ultima postilla, non credete alle streghe; alle promesse che vi chiamano nella nebbia, il vostro destino non lo scrivete voi e non vi basterà essere i migliori o più forti, il vostro destino vi aspetta fra le fiamme delle vostre certezze.
Siamo un paese in cui crollano i ponti sulle strade provinciali per non spendere due lire e si lotta politicamente su una infrastruttura che ne costa miliardi completamente inutile. Non so contro la tav ma prima le basi...le basi...della buona gestione e che cavolo. Se se la accolla un privato che se la ripaga coi pedaggi sui treni (non vedo la fila) si fa altrimenti a me interessa che facciano manutenzione sui ponti che attraverso tutti i giorni.
Tanto per ricordarne alcuni:
43 morti- 14 agosto 2018 a Genova
0 morti- 18 aprile 2017 il crollo di un viadotto della tangenziale di Fossano che solo per miracolo non costò la vita ai Carabinieri che si trovavano lì sotto per dei controlli alla viabilità sulla strada provinciale.
2 morti-Il 9 marzo 2017 il ponte 167 crolla sull'autostrada A14, all'altezza di Camerano, tra Loreto e Ancona Sud. Il bilancio in quell'occasione è stato di due morti e due feriti.
1 morto-5 feriti-Il 29 ottobre 2016 nel lecchese, ad Annone Brianza, crolla un cavalcavia sulla statale 36: un tir travolge due auto. Ci sono un morto e cinque feriti.
0 morti-Era stato inaugurato il 23 dicembre 2014 con tre mesi di anticipo sui tempi previsti. Dopo dieci giorni il viadotto Scorciavacche sulla Palermo-Agrigento ha ceduto, forse a causa di una piccola frana che ha fatto abbassare un pilone. La strada era già stata chiusa in via cautelare il 30 dicembre.
0 morti-Ravanusa - Licata- 7 luglio 2014 quattro persone rimangono ferite nel crollo di un tratto del viadotto Lauricella lungo la stradale 626 tra Ravanusa e Licata, in provincia di Agrigento. Il viadotto viene riaperto nel marzo 2018, nel maggio 2017 la Procura di Agrigento ha chiuso le indagini su due persone.
2 morti-Il 22 ottobre 2013 ancora una volta a essere colpita è la Liguria con il crollo del ponte di Carasco nell'entroterra genovese, che provoca la morte di due persone cadute con l'auto nel torrente Sturla
1 morto-Il 18 novembre 2013 durante l'alluvione che si abbatte sulla Sardegna cede un ponte sulla provinciale Oliena - Dorgali. Muore un agente di polizia, tre suoi colleghi restano feriti. La loro vettura stava scortando un'ambulanza. Nell'aprile di quest'anno, la Procura chiude le indagini su 3 persone accusate di frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.
0 morti-Il 15 dicembre 2004 cede un ponte sul torrente Vielia a Tramonti di Sopra, in provincia di Pordenone, durante il collaudo. Un autista rimane ferito in modo non grave. Nel dicembre 2011, la Cassazione pronuncia la sentenza definitiva di condanna per 4 imputati, tra i quali capocantiere e costruttore, a pene fino a un anno e 4 mesi
La mia idea di libertà è sempre stata spazi infiniti e tempi infiniti per percorrerli, se trovo similitudini nella provincia incastrata fra mari e monti, la città è la sua completa antitesi. Palazzoni chiudono ogni spazio, pianure senza orizzonti, un reticolo che sembra un labirinto. Pensare che, dopo 9 ore di ufficio e minimo 1 ora di spostamento, compressi o nel traffico o nei mezzi, il vantaggio sia scegliere fra l'infinita scelta dei pasti o dei locali serali mi sembra di ascoltare il discorso di un carcerato che si vanta della carta da parati che ha messo nella propria cella. Posso sbagliarmi e la mia è un'impressione, ma in città il vivere uno sopra l'altro e trovarlo normale, a me dà un senso di angoscia.