Finito a leggere il libro di David Graeber, scomparso recentemente (peccato se ne vanno sempre i migliori) ripercorre la storia umana intrecciandola con la storia del debito. Umanità e debito hanno sempre camminato insieme. Ispiratore del movimento Occupy Wall street, movimento estinto, Wall Street ha vinto; antropologo racconta come il debito abbia sempre fatto parte della vita dell'uomo. Sostiene che il mercato è una pura invenzione di Adam Smith e che quindi le teorie economiche basate più su costrutti mentali che su una vera realtà fisica misurabile; l'economia come materia a sè, nel 1700 nasce nel secolo dei lumi, una scienza era tale se misurabile. Il vero rapporto umano era fatto di scambi basati sulla fiducia e sui interazioni sociali ad inserire il mercato furono gli stati e gli imperi principalmente per costruire e mantenere gli eserciti per poi portare avanti i propri obbiettivi imperiali. Le tasse un metodo di controllo della moneta circolante, la moneta mezzo per gestire la logistica di questi immensi eserciti. Già crolla uno dei primi costrutti della teoria economica, il mercato primigenio nasce prima dello stato, la moneta è figlia del baratto; non è così senza stati armati non esisterebbe il mercato, gli scambi commerciali potevano avvenire senza moneta fisica ma solo segnandosi i debiti e i crediti. Intreccia la storia della moneta spiegando la differenza fra moneta fisica e moneta creditizia e l'evoluzione nel creare moneta. Confuta la tesi del dovere morale collegato al debito, non è mai stato così, lo hanno fatto diventare tale. Non chiude il libro, preannunciando solo che il nostro sistema è alla canna del gas perchè si è imposto come unico possibile, ma contemporaneamente se non progetta la sua fine perde la sua essenza di esistere, se i debiti posso pagarli in un prossimo futuro perchè non farne a dismisura, ma nel farli a dismisura creo la condizione stessa della loro dissoluzione. .
mercoledì 14 ottobre 2020
Debito i primi 5000 anni di David Graeber
Finito a leggere il libro di David Graeber, scomparso recentemente (peccato se ne vanno sempre i migliori) ripercorre la storia umana intrecciandola con la storia del debito. Umanità e debito hanno sempre camminato insieme. Ispiratore del movimento Occupy Wall street, movimento estinto, Wall Street ha vinto; antropologo racconta come il debito abbia sempre fatto parte della vita dell'uomo. Sostiene che il mercato è una pura invenzione di Adam Smith e che quindi le teorie economiche basate più su costrutti mentali che su una vera realtà fisica misurabile; l'economia come materia a sè, nel 1700 nasce nel secolo dei lumi, una scienza era tale se misurabile. Il vero rapporto umano era fatto di scambi basati sulla fiducia e sui interazioni sociali ad inserire il mercato furono gli stati e gli imperi principalmente per costruire e mantenere gli eserciti per poi portare avanti i propri obbiettivi imperiali. Le tasse un metodo di controllo della moneta circolante, la moneta mezzo per gestire la logistica di questi immensi eserciti. Già crolla uno dei primi costrutti della teoria economica, il mercato primigenio nasce prima dello stato, la moneta è figlia del baratto; non è così senza stati armati non esisterebbe il mercato, gli scambi commerciali potevano avvenire senza moneta fisica ma solo segnandosi i debiti e i crediti. Intreccia la storia della moneta spiegando la differenza fra moneta fisica e moneta creditizia e l'evoluzione nel creare moneta. Confuta la tesi del dovere morale collegato al debito, non è mai stato così, lo hanno fatto diventare tale. Non chiude il libro, preannunciando solo che il nostro sistema è alla canna del gas perchè si è imposto come unico possibile, ma contemporaneamente se non progetta la sua fine perde la sua essenza di esistere, se i debiti posso pagarli in un prossimo futuro perchè non farne a dismisura, ma nel farli a dismisura creo la condizione stessa della loro dissoluzione. .
lunedì 5 ottobre 2020
domenica 16 agosto 2020
SEA WATCH4-Buona navigazione
Sull'immigrazione. Personalmente parlando hanno sinceramente rotto le scatole, chiedere che vengano rispettate delle regole, che mettere gli ultimi in competizione con gli ultimi non sia giusto e che popolazioni etnicamente differenti esplodono se non c'è benessere e sicurezza diffusa non è nè razzismo, nè fascismo. Dal consiglio d'Europa, dal parlamento Europeo, dal governo risona ad ampio megafono l'ordine, perché questo è, accogliere e accogliere tutti; tanto cosa importa loro, tanto questa immigrazione mette in competizione un bracciante, un manovale, uno spazzino mica un parlamentare o un funzionario di regime; sempre la solita carne da macello, di cui fanno parte anche i migranti. Mentre queste istituzioni festeggiano la messa in mare dalla SEAWATCH 4 nessuno che abbia mai proposto di dare soldi a fondo perduto (non ce li diamo fra noi) all'Africa vincolati a costruire strade, centrali elettriche, ospedali, mai qualcuno che abbia detto che queste persone tornano nelle civiltà dei loro cattivi colonialisti; la Libia ci rimandò in Italia anche le ossa dei nostri connazionali, morti nel costruirvi una società civile, con tutti i drammi di un colonialismo. Questa bontà imposta, senza capo né coda a cosa serve se non portare Mogadiscio nelle nostre strade? I migranti pagheranno solo l'illusione di venire in un mondo migliore, probabilmente entreranno in una realtà che li farà sentire ancora più disperati e poveri. Poveri in competizione con poveri locali. Non mi venite a parlare di sogno Europeo che è solo un gigantesco esperimento sociale di competizione e liberismo. Vogliamo aiutare l'Africa come direbbe un mio amico mandagli tutto il parlamento Europeo, magari potranno risolvere.
martedì 9 giugno 2020
DAVID FOSTER WALLACE e LA PAURA DI STARE AL MONDO
Secondo me il motivo per cui la gente si comporta male è che fa veramente paura stare al mondo ed essere umani, e siamo tutti tanto, tanto spaventati. […] La paura è la condizione di base, e ci sono motivi di tutti i tipi per essere spaventati. Ma […] il nostro compito qui è di imparare a vivere in modo tale da non essere costantemente terrorizzati. E non nella posizione di voler usare qualunque strumento, di usare le persone per tenere lontano quel tipo di terrore. Io la penso così.
Per quanto mi riguarda, come maschio americano, il volto che do a quel terrore è la nascente consapevolezza che nulla è mai abbastanza, mi spiego? Che il piacere non è mai abbastanza, che ogni traguardo raggiunto non è mai abbastanza. Che c’è una sorta di strana insoddisfazione, di vuoto, al cuore del proprio essere, che non si può colmare con qualcosa di esterno. Secondo me funziona così da sempre, fin da quando gli uomini primitivi si picchiavano con le clave. Anche se si può descrivere in mille parole e in mille gerghi culturali diversi. E la sfida che ci si prospetta, in particolare, sta nel fatto che non c’è mai stata così tanta roba, e di qualità tanto alta, proveniente dall’esterno, che sembra tappare provvisoriamente quel buco, o nasconderlo.
Quel vuoto si potrebbe anche tamponare usando strumenti interiori?
Personalmente, credo che se è tamponabile in qualche modo, lo è solo grazie a degli strumenti interiori. […] Quegli strumenti interiori bisogna guadagnarseli e svilupparli, e hanno a che vedere con… per fare della psicologia spicciola, con l’amore per se stessi. Come dire… se pensi a quelle volte nella vita che hai trattato le persone con un amore e una correttezza straordinari, e te ne sei preso cura in maniera totalmente disinteressata, solo perché avevano un valore come esseri umani… Ecco, la capacità di fare altrettanto con noi stessi. Di trattare noi stessi come tratteremmo un buon amico, un amico prezioso. O un nostro bambino che amiamo più della vita stessa. E penso che sia possibile arrivarci. Penso che in parte il compito che abbiamo sulla terra sia imparare a fare questo.
http://www.minimaetmoralia.it/wp/lultima-confessione-di-david-foster-wallace/


