lunedì 9 marzo 2020

Ida Magli-La Dittatura Europea

Sono stato sempre un convinto Europeista, è il futuro inevitabile mi dicevo, poi vuoi mettere andare a Parigi e a Berlino senza passaporto. È fantastico, la libertà. Poi nel tempo quella libertà conveniva più all'imprenditore, al banchiere, al finanziere; il primo spostava la produzione dove poteva sfruttare meglio il costo del lavoro, il secondo prendeva i capitali nati con il lavoro della comunità dovevo vivevo e li usava per sfruttare altri mettendoli in competizione sul tasso di interesse, il terzo era diventato così ineffabile e i soldi così fluidi che uno starnuto a Londra distruggeva la solidità delle aziende di mezzo mondo. Il sogno in realtà era il sogno di qualcun altro. In tutto questo trambusto qualche voce come al solito, aveva avvertito, aveva ricordato che i cumuli delle ossa che stanno sparsi per le alpi, erano il prezzo di esserci difesi dalla prepotenza dei popoli più forti. Inascoltata, ammutolita dallo scroscio degli applausi, dalla forza della cultura dominante, che non discute ma fissa solo il rapporto debito/pil, deficit/pil, la % di crescita del pil. Da leggere per capire che chi vi ha indicato la fine della storia, la morte de popoli, che li ha imprigionati in numeri che non hanno nulla di fisico, paragonabili per la loro realtà alla regola della briscola; ha torto e quando ci sveglieremo, e ci sveglieremo, il tonfo sarà enorme. Lo immaginate un fante Italiano che va a morire ai comandi di un colonnello Tedesco? io no.

Ida Magli la Dittatura Europea


La democraticissima costituzione italiana , infatti, vieta il parere dei cittadini nei due unici veri campi di esercizio del potere: il sistema fiscale e il rapporto con l’estero. Ma capiremo meglio questo punto verso la fine della nostra ricerca, quando scopriremo che l’unificazione Europea è stata voluta soprattutto dai banchieri e che l’articolo 11 è stato suggerito da un banchiere governatore della Banca D’Italia e membro dell’assemblea costituente , Luigi Enaudi premiato poi con la presidenza della Repubblica Italiana.

Prodi era andato al governo gridando agli Italiani come un novello salvatore: “io vi porterò in Europa!” che fossero state necessarie per questo pellegrinaggio alla terra santa Europea macroscopiche svalutazioni della lira, la vendita a prezzi stracciati dei maggiori beni dello stato e perfino una tassa apposita la tassa per l’Europa, non aveva incrinato la comune convinzione che dall’appartenenza all’Europa sarebbe disceso finalmente per gli Italiani il più giusto, il più onesto sistema di governo.

L’eliminazione dei confini, tanto per fare un solo esempio, non avrebbe potuto mai essere realizzata senza guerre, senza coinvolgere i popoli. Firmata a tavolino , invece (Trattato di Schengen), è stata loro imposta con le drammatiche conseguenze dell’invasione migratoria della quale non sappiamo come salvarci. Naturalmente i nostri progettisti hanno previsto anche le possibili proteste mettendo in opera l’apposita legge di condanna e di arresto europeo per i reati di xenofobia e di razzismo, di cui il barbaro anticipo in Italia è stata la legge mancino.

Guardando i mastodontici , orridi edifici torri eretti dalla volgarissima anima dei banchieri che comanda a Bruxelles, a Strasburgo, a Francoforte avevo percepito nettamente che nascondevano o meglio simbolizzavano, non la loro ricchezza o il loro potere (che vi sono impliciti) , ma la loro volontà e certezza di potenza, con il mistero sacrale che la potenza racchiude. Torri: edifici blindati e sicuri di posizione militare, parti inaccessibili di difesa dei castelli e della mura, sia dei castra che delle città ,segnale che le armi, adesso, sono nelle loro manie che il denaro è la più forte delle armi.Il monumento all’Euro, che svetta davanti alla Banca Centrale Europea, è stato eretto a nostra vergogna. Vergogna di quella che un tempo era la Civiltà. Da bravi dittatori , non ci hanno chiesto il permesso per costruire, ma la prima cosa che faremo , non appena avremo ripreso possesso di noi stessi, sarà quella di buttarlo giù.

L’idea del politicamente corretto, per esempio categorizzazione devastante per qualsiasi principio di giudizio è il frutto concettuale di persone colte e attente, che possiamo supporre abbiano un compito preciso, e strumenti adeguati per pensare e per indurre la massa ad accettare, senza accorgersene, i concetti da loro elaborati affinché ne scaturiscano determinati comportamenti. Nel caso del politicamente corretto, per esempio, si è trattato di costringere le masse ad assumere, non soltanto giudizi opposti e diversi da quelli spontanei e naturali, ma cosa davvero gravissima un modo a logico , non fondato sulla realtà, di esercitare il giudizio.

Cominciavo però, passo dopo passo , finalmente a capire: non si voleva l’Europa tutta uguale, ma un mondo tutto uguale. Per raggiungere questo scopo, tuttavia bisognava per forza livellare prima l’Europa, massimo concentrato storico di individualità di stati , di nazioni, di culture, di lingue, di religioni di letterature, di arti. Insomma, l’Europa unita non era lo scopo in sé, non doveva diventare l’Europa unita, ma il riuscito prototipo, l’emblema del Mondo unito.

Chi studia, che scrive, chi riflette sui propri studi, sa valutare meglio di chiunque altro l’incidenza fondamentale sul proprio pensiero della lingua con la quale pensa e scrive. Sa che la lingua è il contenitore, creato, creante della forma mentis di un popolo, e di ogni individuo di quel popolo; così come sa che nessuna traduzione, anche la migliore, è in grado di trasferire davvero un pensiero linguistico in un altro appunto perché ogni lingua è un insieme significativo a se stante, specchio e strumento di quell’altro insieme significativo a se stante che è la cultura alla quale appartiene. Nessuno , forse l’ha capito e l’ha saputo dire meglio di Nietzsche, si proprio lui, cui è stato attribuito il desiderio più incompatibile con il suo pensiero: L’uguaglianza, l’uguaglianza Europea.
Ciò che più difficilmente si lascia tradurre da una lingua all’alta è il ritmo del suo stile: che come tale ha il suo fondamento nel carattere della razza. Esistono traduzioni che se pur fatte con oneste intenzioni, sono quasi delle falsificazione, perché sono, involontariamente, volgarizzazioni dell’originale, semplicemente perché non hanno potuto rendere anche il suo ritmo gagliardo e allegro, che supera d’un balzo e aiuta a superare, tutto quanto vi è di pericoloso nelle parole e nelle cose. Il tedesco è quasi incapace del presto nella sua lingua; e se ne può facilmente dedurre, che è incapace anche di molte, delle più squisite e ardite nuances del libero pensiero, proprio degli spiriti liberi..Ma quando mai la lingua, Tedesca fu in grado i imitare il ritmo di Macchiavelli, che nel suo principe fa respirare la secca, sottile aria di Firenze e non può fare a meno di riferirci anche le cose più serie in uno sfrenato allegorismo.

Si vantavano di aver raggiunto lo scopo, senza versare sangue. Come se la patria, la terra, il nome, la lingua, l’identità, la religione, la moneta, non fossero il sangue dei popoli. Diventare più potenti governando un vastissimo impero e più ricchi dominando un grandissimo mercato: questo volevano, questo ero il loro massimo ideale che li aveva resi ciechi, violenti e incuranti di qualsiasi conseguenza negativa.

Era proprio questo, l’effetto che Gesù voleva raggiungere: non discutere, non interpretare, non cercare nuovi sensi a formule intangibili, ma colpire traumatizzare, scandalizzare, infrangere le norme (cosa che spesso comportava al condanna a morte) con ognuno dei suoi gesti, in modo perciò inequivocabile. E’ stata proprio questa rivoluzione di Gesù, rivoluzione nel senso pieno del termine, tanto che appunto i difensori delle norme non potevano non ammazzarlo, dovevano ammazzarlo. Le norme i precetti, le innumerevoli possibilità di interpretazioni dei testi bilblici da parte di scribi, farisei, non valgono nulla, non sono nulla, perché soltanto ciò che viene dal cuore dell’uomo, da dentro, ha valore. E’ la verità, l’unica verità, perché in un rapporto di amore, rapporto io-tu, non c’è bisogno di parole, di discussione sul significato delle parole.

I responsabili politici sapevano: sapevano che le forze , le energie vitali, creative, della civiltà europea sarebbero state annientate. Favorirono, anzi provocarono, l’invasione di immigrati perché questo era un fattore che accelerava al massimo il processo di decomposizione dell’unità culturale oltre che fisica dei popoli, tenuti accuratamente all’oscuro delle mete che si volevano raggiungere affinché non potessero opporre la più piccola resistenza

E’ evidente che il mondialismo coincide con la massima possibilità di scambio commerciale e di conseguenza con l’accumulo di capitali. In un certo senso nasce da qui , dall’interesse primariodei grandi industriali e dei grandi banchieri all’allargamento massimo della piazza del mercato, la spinta più forte all’unione europea e a quella mondiale.

...nei due pilastri che reggono la costruzione del nuovo ordine in vista del governo mondiale. Il primo è l’accentramento del potere nelle mani dei banchieri con la produzione del denaro e la creazione del debito pubblico; il secondo è la rete di associazioni create dagli uomini più ricchi e potenti per preparare, realizzare, con l’omomogeneizzazione di tutti i popoli, un sistema di governo unico, con una moneta unica, una lingua unica, una religione unica.

Il territorio era ed è talmente ricco di ogni bene naturale che l’America ha potuto credere, anche per l’apporto creativo degli immigrati europei, di essere ricca in tutto. Ma il modello della non-forma è ovviamente poco resistente e gli Americani ne stanno pagando il prezzo con i conflitti etnici, le sperequazioni, mai elimiante, fra i troppo ricchi e i troppo poveri, la violenza delle periferie, dei gruppi giovanili, l’abbandono dei vecchi, poverissimi anche se ricchi, in tristi città create soltanto per loro, nell’ansia di misticismo, vero o falso, con il quale cercano un Dio e una spiritualità su misura su di loro senza riuscire a trovarli. Il millenerismo, la New Age, l’eterna attesa di una nuova Era, magari anche apocalittica, purché sia piena di una stordita trascendenza, gli eccessi della droga, nell’alcool, nel sesso, sono tutte espressioni della non-forma.

Ci prendono in giro con questa risposta perché sono assolutamente certi che, come questa, qualsiasi altra risposta, purché forse senza senso, andrebbe altrettanto bene. I politici hanno in mano il servizio sanitario, quello pensionistico, la scuola cui sono affidati i nostri figli, il sistema fiscale e quello giudiziario, possono togliere , come hanno fatto con l’UE, i confini al nostro territorio, dichiarare le guerre senza chiederci il permesso...suvvia! La verità è che i banchieri ci prendono in giro, ci scherniscono, tanta è l’imbecillità, l’inerzia sulla quale possono contare. Se questa, infatti, come qualsiasi altra motivazione, contenesse sia pure una briciola di verità, allora saremmo consapevoli di aver dichiarato che i banchieri della banca centrale sono i detentori ultimi della nostra fiducia, e che da essi, e non dai politici, dipende la vita dello stato.

domenica 8 marzo 2020

La moneta è solo carta

Se avete la passione del collezionismo, vi invito ad andare a vedere chi emetteva moneta fino agli anni 1980 ( si colleziono monete e banconote). Chi dagli anni 1980 in poi le firma dandogli valore legale. Sapete quando inizia ad esplodere il debito pubblico Italiano, nel 1980. Ora era una classe politica che rubava? Sarebbe curioso vedere uno studio statistico sulla percentuale di corruzione negli anni, proverò a cercarlo. Ma ho la netta sensazione che la corruzione sia sempre stata una costante in queste equazioni. Il dubbio che qualcuno semplicemente cambiava le regole del gioco per poter comandare lui al posto della politica, è legittimo visto come è finita. Oscuri banchieri decidono la sorte di un intero continente fatto di popoli, come se la moneta non fosse uno strumento, ma un fine, un Dio. Bene signori la moneta è un pezzo di carta. Tenetelo sempre a mente, perchè è una realtà così evidente, che sfugge. Come ai due pesciolini al cui il vecchio pesce, chiede com'è l'acqua, e questi rispondono, che cos'è l'acqua. E come ogni strumento, o gioco di carte, non ha una vita a sé, ma fa il gioco di chi lo modella.....




sabato 4 gennaio 2020

Viaggio In Rajastan India


1-22/12/2019
Viaggio

2-23/12/2019 Delhi

Mattina riposo dal viaggio, siamo scesi dall'aereo alle 5 locali, partiamo per un giro alle 12:00. Visita alla più grande moschea di Delhi e successivamente al tempio Sikh. La guida è molto contrariata dai mussulmani.  Fine giornata con visita al quartiere presidenziale e alla porta di India, monumento ai caduti Indiani della prima guerra mondiale 90000 persone. Delhi è molto sporca i marciapiedi,anche nei quartieri ricchi, sono popolati da persone indigenti, probabilmente del Bangladesh. Il cibo rimane molto speziato. Nota particolare va fatta sul traffico molto intenso e tutta Delhi è coperta da una nebbia continua che sa di smog. Ogni Indiano se ha un clacson deve usarlo, nella sola Delhi ci sono 26 milioni di Indiani, quindi immaginatevi il continuo rumore che avvolge la città. 

3-24/12/2019 Delhi


Visita alla moschea costruita da uno schiavo dell’imperatore islamico Mogul lasciato come Re, per le sue abilità in battaglia, proveniente dall'Afghanistan nel 1191 d.c . Il minareto alto 72 m simbolo della vittoria degli islamici sugli induisti. Particolare lo sviluppo dei piani, l'ultimo è fatto in arenaria bianca e rossa. Disegni geometrici islamici, disegni floreali induisti, uniti insieme nelle decorazioni dell'edificio.  Nello stesso posto è presente la più antica colonna in ferro del mondo, la colonna di Ashoka 5423 d.c, mistero della metallurgia. Partenza alle 10:14 per Mandawi. Arrivo alle 18:00, albergo molto freddo, stile resort (tutte camere separate in casette)

4-25/12/2019 Mandawa-Bikaner


Mandawa città commerciale sulla via della seta, caratteristiche gli alveoli, case dei commercianti.  Le case erano dipinte con affreschi rappresentativi delle varie scene quotidiane datati 1800-1850. I luoghi sono un po' in rovina. Passaggio veloce alla casa del Maraja,locale una casa compsota di 2 piani, e diversi cortili abitata fino a 300 persone fino ai primi del 1800 ora in rovina. Andando via passaggio presso un venditore di arazzi e stoffe; l’unica cosa che ricordo delle mille speogazioni è che la Pashimina è lana del collo della capra.. Viaggio poi in pullman fino alla fortezza di Bikaner, circa 4 h. Pranzo a Mandwa, con kebab chicken e birra Indiana king fisher. Visita alla fortezza di Bikaner "Junagarh fort" del Maraja Raisinghuji, fortezza mai conquistata appartenuta a un Maraja molto illuminato (portó scuole luce e acqua a Bikaner) ha combattuto come generale inglese la prima guerra Mondiale. Successivamente giro in Tok Tok per il mercato della città vecchia e al tempio Giainista. La guida nell'imparare l'Italiano "Niente è difficile, ma i ragazzi sono poco seri"; tutto il mondo è paese. Nel tempio giainista spiegazione della svastica indiana, le quattro braccia sono: Fede, conoscenza, forza,destino in India è fatta in senso orario, tutto ciò che è fatto in senso antiorario è male. Finita la visita si va in hotel

5-26/12/2019 Jodhpur






Mattina viaggio da Bikaner a Jodhpur circa 5 ore, le strade sono asfaltate ed il traffico assente ma il viaggio rimane lungo. Pranzo a Jodhpur, poi visita al mausoleo dei Maraja Mehrangarh e alla fortezza.  La guida della casta dei guerrieri, si chiama Siksok che significa potenza. Il forte (del 1459 d.c) si erge su uno sperone di roccia che domina la città, imponente spicca sulla città,  di fronte ha la statua del suo fondatore che lo indica a cavallo e il mausoleo citato prima di chi lo ha costruito.  Collezione di portantine, culle, e disegni su carta di riso. Discesa a piedi dal castello passando per la città vecchia il quartiere blu, colore dato per difendersi in estate da calore e insetti, poi ci addentriamo dentro al mercato. Ci fermiamo presso un venditore di tessuti poi di spezie e di the. Città caotica di un milione di persone.
La giornata finisce sorseggiando thé dal venditore di spezie.

6-27/12/2019 Pushkar città sacra Indú


Mattina viaggio per Pushkar da Jodhpur.  A Jodhpur visita al tempio Brahimino e immersione di offerta tributaria sul lago sacro con sacerdote Induista. Passeggiata poi per il mercato di Jodhpur.  La città di sviluppa intorno al lago sacro intorno solo deserto. L'offerta consiste in un fiore simbolo di lunga vita, riso simbolo di prosperità,  tintura rossa simbolo di salute, zucchero e tintura gialla. Viene messa su una bacinella e dopo una serie di mantra viene lasciata sul lago. L'offerta per fare tutto ciò è di 2000 rupie. Il lago chiaramente non ha acque cristalline e pochi induisti fanno il bagno, fa caldo ma non da bagno in un lago.

7-28/12/2019  Jaipur-capoluogo della regione del Rajastan




Viaggio da Pushkar a Jaipur,in pulmino. Paesaggio prevalentemente desertico durante il giorno un bel sole scalda l'ambiente ma la sera un freddo umido fa battere i denti; non basta il micropile e il north face triclimate a tenere caldo.
Nome autista Asok ed è l'unico che ci accompagna per tutte le gite, ad ogni posto cambia solo la guida. Città famosa per il turismo, città rosa perché dipinta di rosa in occasione della visita di re Giorgio poi mantenuta rosa; attività princiale la lavorazione gioielli e timbri per disegni su tessuti. Pranzo con pizza Margherita  e coca cola, il cibo indiano inizia già a mettermi inb  difficoltà.  Tempio delle scimmie (Anumar) Galta, creato da Galo un santone locale dedicato alle scimmie perché aiutarono con il cibo il santone. Il Dio protettore di Jaipur è Krisna. Due razze Langur con il petto bianco e una i babbuini più dispettose. Il parco è fuori dalla città e si sviluppa dentro una valle rocciosa, dopo due templi di Brahimino all'ingresso si sale e si incontrano due vasche sacre una per le donne e una per gli uomini, qui si fa il bagno lasciando i vestiti vecchi al tempio e prendendone di nuovi. Il paesaggio è suggestivo, ridimensionato dalla grande sporcizia che pervade l'area. Passaggio veloce per foto al museo della città particolare per la sua architettura e proseguiamo fino al tempio di Jaipur. Costruito  nel 1980 da una famiglia  di ricchi mercanti dedicato a Brahma creatore; le altre divinità indusite sono il protettore Visna ,morte Shiva cenere funerale, Ganessa (fortuna) figlio di Shiva. Qui assistiamo alla preghiera che inizia alle 18:00, gira una fiamma in senso orario e canta un mantra. Il tempio è nuovo in marmo bianco sovrastato da un mini forte che non visitiamo.

8-29/12/2019 Jaipur







Prima visita al palazzo dei Maraja prima della fondazione di Jaipur, forte Amber famoso per la sua raffinata unione fra stile Induista e islamico, per la sala degli specchi la più grande di tutta l'asia. Consta di 4 cortili cerimonie, ascolto popolo,udienze private, harem. Si arriva all'ingresso del primo cortile tramite elefanti il castello sovrastato da una fortezza è imponente e ad oggi il piú bello di tutto il viaggio. L'ultimo cortile è per le mogli concubine un intricato sistema permetteva al Maraja di scendere in una delle 12 stanze con discrezione. Tornando a Jaipur foto al palazzo del Maraja sul lago e pranzo. I Maraja hanno dominato  l'India fino al 1947 anno in cui la neonata repubblica Indiana abolisce la loro funzione amministrativa.   Rientro al centro di Jaipur per visita della città. Osservatorio e palazzo di città del Maraja. L'osservatorio patrimonio UNESCO Jantar Mantar ha la più grande meridiana del mondo con la precisione di 2 secondi, il palazzo diviso fra più cortili è parzialmente abitato dall'attuale Maraja e presenta un museo di dipinti e vestiario appartenuti ai re di Jaipur. Particolarmente impressionante, a detta della guida, sono le mutande del Maraja vissuto negli ultimi del 1800, era un omone di 2 m e 200 kg. Passeggiata per il mercato di Jaipur, meritano una veloce descrizione le vie Indiane, la povertà è drammatica e c'è una commistione di animali, umani e bambini. Lo sporco di ogni tipo sovrabbonda, carte,polvere, dovuta alla realtà desertica sovrastano chi comunque cerchi di pulire; vano tentativo che qualche eroe compie ma riversando il lurido dall'ingresso del suo negozio alla strada. Il traffico è preda dal caos, sembra che senza clacson gli Indiani non sappiano stare, la precedenza e gli incroci seguono regole mistiche difficili da decifrare; unica certezza la guida a sinistra.

9-30/12/2019 Agra





Viaggio per Agra capitale Mogul. Sveglia presto alle 7:00 sul pulmino, pulmino da 9 posti marca Force che si muove su strade asfaltate, larghe e polverose. Non esiste un vera Autostrada , anche se larghe le strade hanno incroci e bisogna aggiungere che grossi villaggi o centro al di là di quelli da minimo 50k persone non ci sono,  il panorama è pressoché desertico, solo vicino a Jaipur in tutto il viaggio fin qui fatto incontriamo montagne.
Il clima se rimane caldo e piacevole con il sole con il calare della nebbia e la notte diventa veramente freddo.  Una fortissima umidità fa penetrare il freddo all'interno del corpo e coprirsi è l'unica maniera per resistere. Il deserto vicino ad Agra si lascia trasformare in una campagna a prima vista florida, la strada è contornata di piantagioni. Visita alla reggia imperiale di Fatehpur Sikri città in arenaria rossa costruita da Imperatore mogul Akbar  nel 1579 d.c ma abbandonata per mancanza di acqua e forse guerra.  Fatta di diversi cortili il primo udienza per amministrare giustizia, poi cortile privato,  poi per concubine circa 500 e 4 mogli di 4 fedi:  induista, cristiana, mussulmana, buddhista.Nel pomeriggio visita al Taj Mahal costruito  fra il 1631 e il 1655  con 20000 operai alto 74 m costruito per l'amatissima moglie del imperatore Mogul Akbar, la moglie prima di morire gli chiese di non risposarsi (aveva già tre mogli) e di costruirle un mausoleo. Nello stesso mausoleo accanto alla tomba principale c'è la tomba di Akbar spodestato a fine vita dal nipote.

10-31/12/2019 Agra







Ultimo giorno visita al forte di Agra potenziato da Akbar su base di un forte induista, i soliti cortili, ma questo rimane il più grande e come palazzo forse il più bello.  Come ultima visita ci rechiamo al piccolo Tajmahal fatto per il primo ministro dell'imperatore che ha costruito il Tajmahal grande. Agra è finita si torna a Nuova Delhi.
11-01/01/2020 Delhi
Viaggio di ritorno

giovedì 2 gennaio 2020

Brani tratti da Montagne di Una Vita di Walter Bonatti

Evidenziazione (Giallo),"Posizione 47","","Affrontare in solitudine la natura più severa mi ha abituato innanzi tutto a prendere da solo le mie decisioni, mi ha insegnato a misurarle con il mio metro e a pagarle, giustamente, sulla mia pelle. Dunque la solitudine è stata per me una scuola formativa, una condizione preziosa, un vero bisogno a volte mai però un’angoscia. È proprio grazie a questi preliminari che ho potuto compiere ogni volta un viaggio affascinante dentro me stesso per meglio scrutarmi, capirmi, e anche per meglio comprendere gli altri e il mondo attorno a me. Il silenzio che accompagnava questa mia solitaria avventura a volte mi stordiva, con tutti i misteri che porta con sé ma dire silenzio – ormai lo sapevo benissimo – voleva dire anche ascoltarmi, parlarmi, riflettere. Mi sono chiesto tante volte se sono nato solitario oppure se lo sono diventato. È certo però che alcune esperienze mi hanno fatto perdere molte illusioni nei riguardi degli altri."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 60","","È quando sogni che concepisci cose straordinarie, è quando credi che crei veramente, ed è soltanto allora che la tua anima supera le barriere del possibile. Questo io l’ho sempre creduto profondamente. Non esistono proprie montagne, si sa, esistono però proprie esperienze. Sulle montagne possono salirci molti altri, ma nessuno potrà mai invadere le esperienze che sono e rimangono nostre."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 123","","Tutto considerato, dunque, io dico che l’avventura qui non c’è più: mancano l’isolamento, l’incognita e la sorpresa. Fattori questi, che mettono alla prova le ingegnose risorse dell’uomo e che restituiscono una più naturale dimensione ai suoi limiti e quindi alla sua impresa."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 152","","La montagna mi ha insegnato a non barare, a essere onesto con me stesso e con quello che facevo. Se praticata in un certo modo è una scuola indubbiamente dura, a volte anche crudele, però sincera come non accade sempre nel quotidiano. Se io dunque traspongo questi princìpi nel mondo degli uomini, mi troverò immediatamente considerato un fesso e comunque verrò punito, perché non ho dato gomitate ma le ho soltanto ricevute. È davvero difficile conciliare queste diversità. Da qui l’importanza di fortificare l’animo, di scegliere che cosa si vuole essere. E,"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 156","","una volta scelta una direzione, di essere talmente forti da non soccombere alla tentazione di imboccare l’altra. Naturalmente il prezzo da pagare per rimanere fedele a questo “ordine” che ci si è dati è altissimo."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 157","","Per quanto mi riguarda, il patrimonio spirituale che ne ho ricavato è proporzionale."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 166","","Adesso io conosco meglio me stesso e ciò che ho fatto. So quello che voglio da me e dagli altri. Ho più chiaro in cuor mio che non esistono mete regalate. Questa è la mia conclusione, al di là delle vette scalate, dei luoghi esplorati e dei successi ottenuti."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 494","","Mistero e senso dell’impossibile, ecco due componenti essenziali dell’alpinismo estremo tradizionale, mancando le quali un’impresa si riduce a un semplice esercizio atletico. E semplici esercizi atletici sono appunto certe “imprese” compiute intorno agli anni Sessanta su alcune pareti dolomitiche, a quote assai più basse e meno gelide rispetto alle Alpi occidentali."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 583","","A esclusione della domenica, che regolarmente trascorrevo in montagna sia col bello sia col brutto tempo, tutti gli altri giorni furono per me ugualmente"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 584","","insignificanti, fatti delle stesse cose ripetute nel medesimo modo, e nell’immutabile ambiente. Quanto banale e triste è vivere così. E pensare che la maggior parte degli uomini d’oggi vi è quasi costretta. Ma, cosa ancora peggiore, chi lo sceglie poi se ne mostra vittima."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 1231","","Dopo il K2 vissi pertanto un grande travaglio spirituale e approdai a una vera e propria crisi esistenziale. Scoprirò infine, e coltiverò, una mia forma di alpinismo solitario, che si rivelerà una sorgente di preziosi insegnamenti. Imparare a sostituirsi a tutti gli altri. Abituarsi a prendere da solo le proprie decisioni. Misurarsi con il proprio metro. Pagare sulla propria pelle. Il primo e logico effetto di questa specie di filosofia della solitudine fu la concezione e la realizzazione dell’impresa solitaria del Dru, nel 1955."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 1707","","segnare positivamente il mio alpinismo del 1956 è la traversata sci-alpinistica delle Alpi, la prima compiuta nella sua integrità dalle Alpi Giulie alle Alpi Marittime, e da un solo gruppo di persone. I dati tecnici di questo raid sono eloquenti: 1795 chilometri di cammino con gli sci ai piedi, o sulle spalle compatibilmente con lo stato di innevamento nessun utilizzo di mezzi di trasporto vuoi stradale vuoi funiviario cinque vette raggiunte, prima fra tutte quella del Monte Bianco 146.000 metri di dislivello superato 66 giorni di durata complessiva, ossia dal 14 marzo al 18 maggio. Ma"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 1944","","Il vero intento del nostro viaggio in Patagonia, mio e di Carlo Mauri, era la scalata dell’ancora inesplorato Cerro Torre. Il Torre è una guglia granitica straordinaria, per buona parte incrostata di bianco ghiaccio spugnoso che si eleva a 3128 metri sul margine orientale del vasto Hielo Patagonico a circa 49 gradi di latitudine sud."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2107","","subito ci addormentammo. In trenta ore di marcia pressoché ininterrotta avevamo vinto la gara contro il tempo e anche contro la cattiva sorte. Avevamo percorso oltre settanta chilometri tra ghiacciai e pareti, ottenendo il primo vero successo della nostra spedizione."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2202","","Giorno dopo giorno mi accorgo di assimilare meglio quel mondo innocente dai grandi contrasti, dalle distanze smisurate, dove severità e dolcezza sanno fondersi in perfetta armonia. La temperatura è mite, gli abitanti semplici, buoni e pieni di umanità. La loro vita è frugale, fatta essenzialmente di lavoro e di preghiera: sono inconsciamente felici."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2792","","Oggioni parla di Portofino, che non conosce poi commenta: «Noi alpinisti siamo proprio disgraziati... con tutte le cose belle che ci sono al mondo veniamo a cacciarci in queste situazioni...». Gallieni riprende: «E pensare che a Milano Marittima ho una casa accogliente e un mare così semplice e caldo. Ti ci butti dentro e non hai neanche il disturbo di dover nuotare, perché l’acqua è bassa. Puoi camminare per chilometri e chilometri...». Oggioni maschera la sua preoccupazione con frasi scherzose è apparentemente il più tranquillo, ma sono certo che io e lui siamo gli unici a renderci veramente conto della situazione in cui ci troviamo. Disperata."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2895","","Già da alcune calate avevo notato che Oggioni mi veniva subito dietro, quasi estraneo alle operazioni di discesa. Povero amico mio, da quando abbiamo iniziato la ritirata questa è la prima volta che posso guardarlo in viso, attentamente, scoprendovi tutta la sofferenza. È teso nell’espressione come accennasse a un amaro sorriso, e ha gli occhi marci di sconfitta. È chiaro che sta bruciando gli ultimi residui delle sue forze. Vorrei interrogarlo, incoraggiarlo, ma che può dire chi è nelle stesse condizioni e già sta facendo l’impossibile per toglierci tutti da qui? Ci guardiamo a lungo, desolati."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2997","","Purtroppo aveva fatto colpo, quindi buon gioco giornalistico, il fatto che io fossi tornato vivo dal Pilone Centrale mentre quattro compagni – i francesi Antoine Vieille, Robert Guillaume, Pierre Kohlmann e l’amico italiano Andrea Oggioni – erano morti. Una certa stampa dell’epoca, tanto disinformata quanto in malafede, mi stava scagliando contro l’opinione pubblica. In queste cronache lanciate ai venti dell’opinione, persone, fatti e parole sono travisati, deformati, mescolati fra loro e qualche volta assumono valori e significati opposti alla realtà. Il dolore dei sopravvissuti viene scambiato per delirio. Il loro pietoso silenzio, e persino le loro commosse e spontanee parole in omaggio agli amici morti, vengono intesi per codardia, ma anche per colpa. Si prospettano inchieste giudiziarie, interpellanze alla Camera e avanti di questo passo, senza scrupoli, né buon senso. È paradossale, è grottesco. Pur nel dolore per i miei compagni morti, nella consapevolezza che non avrei potuto fare di più e di meglio per la loro salvezza, e nel mio stato di prostrazione fisica, devo ancora lottare per difendermi da assurde insinuazioni, che solo per la viltà di chi le manifesta non sono esplicite accuse di essere io la causa della morte dei quattro amici. Si direbbe a tutta prima che la gente, indubbiamente più pronta a castigare che a riconoscere qualche merito, non sappia commuoversi per i morti se non a discapito dei sopravvissuti."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3015","","Ecco perché in alcuni interventi fatti dai lettori si legge: «Atti temerari e contro natura...», «Vollero il male che li colse...», «Francamente non mi sento di spendere una lacrima...», «Occorrerebbero (per Bonatti e compagni) dei campi di lavoro obbligatorio...». Qui si approda a una triste indifferenza morale avvolta di moralismo: il frutto di una disonesta informazione. A"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3117","","Dal libro Gary Hemming - Una storia degli anni ’60 (L’Arciere-Vivalda Editore, 1992),"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3592","","«il fanatismo dei profeti e l’ostinazione dei maniaci», e aveva definito il mio operato «audacia fine a se stessa, stupidamente sterile». Non conosco quel mio detrattore, ma dal suo discorso apparso su un giornale desumo che debba far parte di quella schiera di socialmente frustrati, costretti dalla vita come bestie in gabbia. Obbligati a vivere in scatola (l’ufficio, la macchina ecc.). Forzati a rincorrersi nel recinto dei falsi miti. Tiranneggiati da effimere illusioni che oggettivano l’uomo riducendolo a un numero. Soltanto uno sconsiderato “uomo-numero”, infatti, può ragionare in tal modo."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3772","","Gigi Panei, abruzzese, e Alberto Tassotti, carnico. Entrambi non più giovani ma sicuramente di salda tempra, e colmi di entusiasmo. Anche loro, per amore della montagna, vivono ai piedi del Monte Bianco. Si può dire che ci abitano da una vita, eppure dalla maggior parte della gente del luogo anche loro, come capita a me, sono considerati intrusi e scomodi “stranieri”."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3854","","È quasi mezzogiorno quando arrivo all’inizio della Traversata degli angeli. Le sue rocce, estremamente lisce e compatte, non ricevono che pochi chiodi, sempre malsicuri inoltre hanno una tale inclinazione da costringermi ai limiti dell’equilibrio. La Traversata degli angeli stavolta appare ammantata di uno strato di neve instabile che devo ripulire a ogni passo. Se almeno Panei si fosse dimenticato di levare quei pochi chiodi che a malapena ero riuscito a conficcare! Sono centoventi metri di scalata obliqua, quasi orizzontale, su placche ripide, ghiacciate e infide. Roba da angeli, appunto."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3933","","Sono sempre solo con la mia fatica. Gli sforzi di tutti quei giorni, e l’aria sempre più rarefatta, appesantiscono i miei movimenti. Mi sembra quasi di impersonare un personaggio biblico condannato a salire eternamente."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3940","","Vi sono momenti nella vita in cui si ha la necessità di tirare le somme, di fare un inventario di se stessi, nel bene e nel male. Esistono circostanze in cui si vuole controllare se le proprie aspirazioni sono sempre uguali o in che misura sono cambiate. Perché l’esame possa giovare deve essere generale e impietoso, una valutazione difficile, che è a metà strada tra la cieca simpatia che si ha di se stessi e il disprezzo, tra la presunzione di essere utile a qualcuno e il timore sottile e doloroso di non esserlo. Ebbene, questo momento è venuto, e rivedo allora tutto il mio passato."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3959","","Da quei giorni molti anni sono passati e molti miti in cui ci avevano fatto credere sono andati infranti. Eppure, ho potuto sviluppare un mio senso della vita e delle cose, una mia ragione di essere e di credere, frutto di una pedagogia speciale, quell’apprendimento che ognuno trae dalle proprie esperienze fatte e pagate sulla propria pelle. Oggi non cambierei questo risultato con nessun altro al mondo. Ho trentacinque anni e tutto sommato non ho avuto una vita facile. Sotto un certo profilo, però, la mia è stata un’esperienza privilegiata, piena e vibrante di sensazioni: la sola che valga e alla quale ogni uomo dovrebbe aspirare. È per conoscermi meglio e per trovare una mia dimensione che ho scalato montagne “impossibili”."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3965","","L’ho fatto spinto dalla bellezza della natura alpina, dalla sfida e dal piacere di sapere. Con il mio individualismo, non sempre apprezzato da chi ha voluto giudicarmi, credo di aver dato qualcosa anche agli altri: non ho forse attestato con le mie imprese la continua possibilità di “andare oltre” insita nell’uomo, nella quale v’è il principio di ogni azione?"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3967","","Molti si sono interessati alle mie imprese. Tra costoro c’è chi si è identificato in me e nel mio modo di pensare, e chi invece lo ha discusso o criticato è normale e fa parte della complessa vicenda umana. Ognuno è il prodotto dei propri limiti, delle proprie esperienze, del proprio modo di essere, naturalmente in rapporto all’epoca e alle condizioni in cui è vissuto. Non si dovrebbe quindi valutare nessuno prescindendo da queste condizioni. Mi è sempre piaciuto immaginare come avrebbe potuto essere la mia esistenza se fossi nato prima o dopo la mia epoca. È un gioco in cui non hai che da scegliere un periodo, una condizione, e poi approdarvi con la fantasia.Ma lontano dal tuo tempo e dalle tue coordinate, forse non avresti mai sentito il bisogno né trovato il modo di essere come sei."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4002","","Un grande giornale che crede in me, il settimanale “Epoca”, adesso mi offre la possibilità di raggiungere nuovi spazi da inviato speciale. Sono queste nuove mete ciò che desidero più d’ogni altra cosa. Così andrò per foreste, per deserti e mari lontani, raggiungerò isole perdute, fondali incantati, monti e vulcani favolosi, toccherò latitudini ghiacciate, incontrerò genti primitive, animali selvaggi, resti di antiche civiltà. Farò tutto questo nello spirito e nei limiti che sempre mi hanno accompagnato sulle vette. Idealmente terrò dunque per mano migliaia di lettori sensibili al fascino dell’avventura, quella vera. La mia scelta non è un tradimento della montagna ma un’estensione del mio interesse alla natura intera."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4021","","Né si dovrebbe dimenticare che le grandi montagne hanno il valore dell’uomo che vi si misura, altrimenti rimangono soltanto sterili mucchi di pietre."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4036","","Arriverò anche ad affermare che nel corso della mia esistenza ho incessantemente provato ribellione per gli orizzonti limitati, per la routine, per la banalità, per tutto ciò che riduce la personalità."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4164","","Amo ricercare me stesso nelle cose, nelle mie azioni. Sono anche geloso della mia indipendenza spirituale, per questo non avevo voluto dividere queste giornate con alcuno, ma viverle nell’intimità delle mie emozioni, a contatto con una natura familiare e meravigliosa dalla quale sarei uscito come da un sogno. Felice di aver sognato."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4168","","Nel mio monologo ero comunque arrivato a dei punti fermi. Ero certo, per esempio, che nulla esiste sulla Terra che non sia di tutti, quindi anche mio. Sapevo che capire il bello significa possederlo. Potevo giurare che ci sono sempre delle porte da aprire in noi. Riconoscevo che le difficoltà non mettono alla prova la forza dell’uomo ma la sua debolezza."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4171","","Inoltre mi affascinava collocare l’esistenza della realtà soltanto nel riflesso del suo sogno. Ad altre difficili domande che mi ero fatto, e per alcune era rimasto aperto l’interrogativo, mi ero risposto che la vita, in definitiva, ha senso viverla con il massimo impegno, cercando di realizzare tutto quello che si ha dentro."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4174","","Capivo che molte mie idee sarebbero suonate per lo meno strane a un certo tipo di interlocutore, ma in tal caso il problema sarebbe stato suo. Sapevo ben radicati alcuni miei concetti e mi era sempre più chiaro che la mia stravaganza era forse preferibile a quella “saggezza” dei molti, laggiù, dove spesso la vita – incatenata dal consueto e regolata da tutte quelle pressioni che arrivano persino a trasformare l’arte e la fede in una merce – non è che una calma disperazione, un deserto di egoismo e di apatia. No, mi dicevo, non può essere bello un mondo dove le paure e gli entusiasmi spaventano i più, tesi come sono al risparmio di sé e dei propri sentimenti."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4248","","D’altra parte, nel caos delle moderne contraddizioni oggi si cerca l’avventura e si finisce per comprarla preconfezionata. Si inventa il falso rischio e gli si dà il nome di “prova di sopravvivenza” (che comunque risulterà sempre assicurata). Si esaltano imprese solitarie, ma accompagnate da apparecchi radio o altri bip-bip del momento, che all’occorrenza serviranno a levare questi “eroi delle solitudini” dal pasticcio."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4251","","Preordinate realizzazioni da Guinness dei primati, ovviamente assistite e ben protette da un’organizzazione al seguito. Inoltre, per qualche inconfessato vantaggio si passa per impresa qualcosa che impresa non è, o non lo è più da lungo tempo."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4253","","Insomma, oggi più che mai ci accorgiamo di essere invasi da banalizzazioni, riduzioni merceologiche, inganni, speculazioni e falsi messaggi, talvolta intrisi di erudizione spicciola."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4256","","Da parte mia, in risposta al crescente malcostume, avevo deciso di partire per la mia avventura alla chetichella, cioè senza inopportune conferenze stampa, come oggi invece si usa fare. Inoltre non avevo voluto accettare alcun tipo di sponsorizzazione: un termine che oggi sembra avere, almeno nel mio ambiente, il solo significato di prostituzione. L’uomo d’avventura per sua formazione è uomo di ideali oltre che di fatti, e come tale non può corrompersi riducendo se stesso a portatore di pubblicità, dopo essersi venduto. Ma oggi c’è chi fa dell’avventura un prodotto, una comune operazione impostata sul tornaconto, e non mi riferisco certo alle agenzie di viaggio."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4309","","Raramente però ho incontrato gente tanto buona e ospitale come questa di Tortel. Se penso che da noi si vive ormai schiacciati tra partiti e mercato, tra mezze fedi"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4310","","false bandiere, se valuto che per restare fuori dalla mischia si è mal sopportati, e se infine rifletto sulla necessità che abbiamo di restituire una dimensione più umana alle nostre ambizioni, ebbene, mi sento quasi defraudato rispetto a tutto quello che si ha, o non si ha qui a Tortel. Parlo naturalmente per quello che sento, il mio parere è tanto poco autorevole che non turberà nessuno."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4583","","Sono quasi due ore che vago con gli occhi e con la mente, con tanto entusiasmo da pensare che non esista al mondo appagamento più grande né montagna più bella di questa. Ma è stato così altre volte. Ora dovrò scendere a valle, verso la cosiddetta normalità, vale a dire nella realtà della vita in cui ci si consuma a rincorrersi, senza capirci niente. Credo proprio, lo penso anche in questo momento, che per svelare a noi stessi"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4586","","l’assurdità del vivere quotidiano, non esistano punti d’osservazione migliori di questi luoghi, che forse rimarranno incontaminati. Da quassù il mondo degli uomini altro non sembra che follia, grigiore racchiuso dentro se stesso. E pensare che lo si reputa vivo soltanto perché è caotico e rumoroso."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4665","","Ricordiamoci che ciò che è di moda non garantisce mai la verità, come ciò che vale non è quasi mai frutto del clamore."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4725","","Un tempo la carenza di ossigeno degli ottomila metri fermava uomini d’eccezione, forti e determinati. Oggi vi arrivano ogni anno decine e decine di alpinisti, uomini e donne, giovanissimi e ultracinquantenni, nella maggior parte dei casi senza far uso delle bombole d’ossigeno. Fino al 1988 la vetta dell’Everest era stata raggiunta da 210 persone. Benissimo. Occhio però alla confusione."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4728","","Vogliamo ammettere che rispetto al passato qualcosa è cambiato e che la somma dei mezzi tecnico-fisico-chimico-psicologici che si hanno oggi a disposizione non ha creato realizzazioni e artefici fenomenali, ma un enorme, prevedibile scadimento di limiti? Questa è dunque la nuova situazione. Da qui l’opportunità di adottare nuovi metri di valutazione che non tollerano il superlativo e le iperboli."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4745","","Messner, oggi si indigna con i giovani e lamenta su un giornale che «la nuova generazione sembra soltanto puntare al recordismo» dimentica però che l’influenza, per non dire la responsabilità sulle attuali generazioni e sul loro modo di intendere la montagna, è sua più che di ogni altro. Dal momento che nel suo libro espone, sostanzialmente, una nuova concezione della montagna basata su una pratica sportiva."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4752","","Coerenza non è cecità, testardaggine, limitatezza, ma consapevolezza delle proprie scelte e accettazione delle responsabilità che ne derivano. È chiarezza di intenti e fermezza di carattere."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4817","","Traslando il tutto in un contesto più ampio, io trovo che la società oggi abbia quel che si merita. Vive infatti il riflesso della propria intolleranza, della propria insensibilità, del proprio egoismo, della propria incoerenza. Ci lamentiamo che le cose vanno male, ma alla fin fine siamo noi i responsabili, lo è ciascuno di noi: siamo come tanti cucchiai d’acqua che fanno l’oceano. Anche all’origine di un discorso più ampio e concreto che miri a preservare la natura, non si dovrebbe mai dimenticare che è soltanto conservando l’Uomo, quindi il suo patrimonio etico-culturale, che si potrà arrivare a proteggere l’ambiente in tutta la sua complessità. Che cosa augurarsi per quel “mondo nuovo” cui spesso, nei bei discorsi, si fa riferimento? Io dico auguriamoci che l’uomo abbia capito la lezione, e rispolveri quei valori che erroneamente ha creduto superati. L’uomo deve ritornare a essere più umano e più pulito. Se vuole sopravvivere a quel “mondo nuovo” che lui stesso, e per se stesso, ha creato."

Brani tratti da Storia di Neve, Mauro Corona

Evidenziazione (Giallo),"Posizione 487","","Neve dormiva nella sua cesta, beata e tranquilla come un ghiro in quell’inverno da castigo che aveva spaventato tutti fuori che lei. La montagna dormiva per difendersi dal grande freddo. Quando si dorme si sente meno tutto, fame, dolore e freddo compresi, e il tempo passa più presto."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 511","","Qualche volta anche le cose della natura si montano la testa e credono di essere diventate invincibili per qualche dono ricevuto. Ma il freddo da castigo di quell’inverno si mise a ridere lui, ridendo più forte dell’acqua bollente calò su quella spavalda la sua mano di pietra e in due minuti l’acqua bollente era diventata ghiaccio, duro come una lastra di ferro."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 1682","","Speriamo in bene, ma sperare non basta, significa che non si è sicuri, occorre credere e fare, non sperare!"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 2219","","quanto a furbi, ce n’è tanti in giro che si credono furbi, ma furbi non si nasce, si diventa e, alla fine, i soli furbi sono quelli che restano vivi». Il padrone non badò molto alle ultime parole"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3028","","Anche quella volta l’anno finì nelle braccia della neve, la bianca madrina lo prese per mano e lo accompagnò oltre ciò che era stato. Di lì a poco tornò tenendo per mano l’anno nuovo e, dopo la mezzanotte, lo consegnò al mistero dei dodici mesi successivi. L’anno morì così, come milioni di suoi fratelli, se ne andò con il passo pesante da vecchio stanco e gobbo lasciando una traccia nella neve. Su quella traccia entrò l’anno nuovo perché, lo si voglia o no, si lascia sempre una traccia a chi viene dopo."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3423","","L’anima delle persone non si comporta come l’acqua corrente che porta via lo sporco e lo disperde nei boschi, sotto le foglie, nei torrenti e nei mari. L’anima è una pietra fissa, immobile, piantata nel prato della vita come un cippo di confine e, quando si sporca, lo sporco non va più via. L’unico modo per pulire l’anima sporcata è tirar via i pezzi, come si tagliano pezzi di carne dalla vacca macellata. Ma, a furia di tirar via pezzi, non resta più niente, e una persona senza anima è come uno scheletro. Sentina tornò a casa e contò il fatto alla strega. «Voglio diventare cattiva il più possibile per vendicarmi» disse, «ma devo essere cattiva come Dio comanda.»"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 3536","","La gente cerca sempre di schivare le fatiche, vuole avere di più facendo di meno, ottenere il massimo con il minimo. Così ragiona chi si crede furbo. Invece non funziona. Può andare dritta una volta o due, ma non è la regola. Nella vita ci sono due elementi, uno di fronte all’altro. Uno è la fatica, l’altro è il premio. Più fatica fai, più verrai compensata dall’altra parte. È come una bilancia, non puoi mettere un grano di riso su un piatto e pretendere che sollevi l’altro dove c’è una pietra."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4266","","rese conto di una cosa molto triste, cioè che solo quando il danno è ormai fatto il destino ti fa scoprire il bello della vita, la pace, la serenità e il valore delle cose semplici. Cose che si avevano sottomano ogni giorno e di cui"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 4267","","non ci si era mai accorti o, se ce ne si era accorti, sembravano stupide."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 5507","","interessava che lui non resuscitasse, e così è stato. Voi uomini siete dei poveri coglioni, basta farvi vedere le mutande e non capite più niente. Se non foste dei coglioni, vi accorgereste che le donne vi menano in giro come vogliono. Se"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 5963","","«Poveri stupidi!» disse Fioravante da Pecol, l’anziano del gallo. «Solo dei poveri stupidi si accoppano così, come montoni al macello, senza nessun motivo.» «Il motivo c’era» rispose Felice che era andato a vedere i morti. «Tutti quanti si odiavano per la faccenda delle mani.» «Erano pari» rispose Fioravante, «ormai avevano dato e ricevuto tanto per uno, potevano passarci sopra e vivere ancora un poco... Anche se malamente, è sempre una buona cosa stare in questo mondo. Anche se è un letamaio, questo mondo è sempre il nostro mondo e finché Dio non ci tira in parte è da stare qui il più possibile, anche a costo di rompersi i coglioni ogni giorno.»"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6224","","“Qui la mia Scura giace che finalmente tace”."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6300","","Quel Venerdì Santo era pieno di cuculi che cantavano e di uccelli indaffarati a trovarsi il posto per fare il nido e la morosa, perché, senza morosa, agli uccelli non viene voglia di fare il nido."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6343","","battuto il cuneo”. Una volta uno di questi ragazzi battitori si ritirò, rinunciò al colpo, e da quel momento non ebbe più pace per tutta la vita. In seguito fece gesti di coraggio da perdere il conto, ma gli fu sempre rinfacciato di non aver battuto il cuneo. Morì sul Pal Piccolo nella guerra del ’15. Morì per salvare il capitano, lo salvò e gli venne data anche una medaglia d’argento alla memoria, ma in paese questo non bastò. C’era sempre qualcuno che diceva: «Medaglia o non medaglia il cuneo non l’ha battuto, e toccava a lui». “La gente” avrebbe detto il vecchio Fioravante “non perdona le debolezze degli altri, perdona solo le sue.”"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6490","","«Nessuno muore mai del tutto, bambina. Di uomini, animali, uccelli, alberi resta sempre qualcosa di vivo, qualcosa che se ascolti sentirai bene, ma devi saper ascoltare. La morte non esiste del tutto: non vedi più la gente, è vero, ma la senti. Nessuno muore del tutto, resta qualcosa di vivo che sta vicino a noi per farci compagnia.»"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6509","","La nostra vita è uguale alla manera. Anche la tua. La vita va affilata giusta se vuoi che funzioni, se vuoi che tagli le difficoltà non deve essere né troppo stesa né troppo conica, se no non vai avanti. La mola che affila le nostre vite è l’educazione, i valori dati da una buona educazione sono importanti, ma più importante è l’inclinazione. Chi ci dà l’educazione deve premere"
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 6512","","la vita sulla mola con l’inclinazione giusta, altrimenti sbaglia filo e con il filo sbagliato i giovani non tagliano le difficoltà, ma si rompono»."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 7060","","per far invidia al mondo. Guardò e disse forte: «Gli uomini non sono mai contenti, vogliono sempre di più, vogliono superarsi uno con l’altro finché si mangiano uno con l’altro»."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 7273","","Tutti quelli caduti da Balanzin sono morti, ma Genoefa non è morta. Tutta la roba del sacco, cucchiai, mestoli, forchette, ciotole andate in mona, fuori che un mestolo. Quello era destinato alla fortuna e non si è rotto. Non sforzarti a vivere se ti accorgi che non hai fortuna se non hai fortuna taci e lascia che vada come va. Se la slitta fila non occorre spingerla, se non va è inutile spingerla»."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 8602","","cosa, mi ha aiutato molto. Scrivere, come disse Antonin Artaud, è uscire di fatto dall’inferno. “Nessuno ha mai scritto, dipinto, fatto musica o quant’altro, se non per uscir di fatto dall’inferno.” Ognuno ha il suo piccolo o grande inferno segreto che lo accompagnerà alla tomba, giacché non lo rivelerà mai a nessuno."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 9254","","come se non la volessero più. Non avevano più voglia di quella vita che li aveva pestati come il sale nel frantoio e allora, forse senza neanche rendersi conto, si ammalarono e morirono. Per stare in piedi ci vuole voglia di ridere, se no i muscoli non tengono il corpo, la testa va per conto suo, e, andando per conto suo, apre la porta alla malinconia. Questa malinconia si tira dietro la disperazione ché loro sono amiche, e tutte e due insieme mettono le mani a imbuto sulla bocca e chiamano a piena voce le malattie."
Evidenziazione (Giallo),"Posizione 9550","","Fu colpito dalla nostalgia del non trovare. Scoprì che senza la rabbia e il nervoso che assale quando non si trova niente, cercare robe non ha nessun valore e non migliora il vivere. Ci vogliono delusioni e sconfitte per apprezzar la cerca."

domenica 17 novembre 2019

APPELLO DEGLI SCIENZIATI PER IL CLIMA, MULTINAZIONALI e APOCALISSE ZOMBIE...

Resident Evil è una serie di videogiochi in cui l'eroina Alice, combatte contro una potente multinazionale- delle biotecnologie l'Umbrella corporation per salvare quello che resta dell'umanità dopo una terribile apocalisse zombie. Nelle ultime saghe si scopre che la corporation stessa, per alleviare del peso dell'umanità il mondo, aveva diffuso il virus, ed aveva creato un "alveare" in cui tutti i dirigenti dell'azienda (anche loro contrari al suffragio universale) si erano rifugiati per poi ricreare un mondo "migliore". Caratteristica dei film e dei videogiochi è la totale assenza di una qualsiasi forma di stato-nazione che tutela i superstiti dalla pandemia. E' quindi buffo vedere un appello di 11 mila scienziati che al punto"punto 6 dichiarano bisogna trovare un modo per ridurre la popolazione mondiale. Nascono 200k umani al giorno e bisogna invertire la rotta. Garantendo però equità." E contemporaneamente vedere uno stato nazionale come l'Italia pietire una multinazionale straniera di prendersi un asset strategico per la sua sovranità. Non vorrei che come al solito, dietro quello sembra un gioco,un prodotto della fantasia qualcuno aveva visto lungo.....